venerdì 20 luglio 2012

La dominazione spagnola in Italia



Quando si parla di dominazione spagnola si pensa subito a un periodo di decadenza e di miseria. Vengono alla mente immagini “manzoniane” di epidemie di peste, tasse opprimenti, soprusi dei dominatori sulla povera gente. È un'idea realistica o solo una leggenda? Cos'è stata davvero per l'Italia la dominazione spagnola?

Carlo V, re di Spagna e imperatore
Intanto proviamo a periodizzare: nel 1559, con la pace di Cateau-Cambrésis, che mise fine alle guerre con la Francia, la Spagna si vide riconosciuta la propria egemonia su gran parte della penisola italiana. La corona spagnola controllava il regno di Napoli, la Sicilia, la Sardegna e il Ducato di Milano ed esercitava un'influenza indiretta su Genova e sulla Toscana medicea. Restavano esclusi da questo dominio solo lo Stato pontificio, che versava comunque in una condizione di debolezza politica, e la Repubblica di Venezia, proiettata verso il Mediterraneo orientale e chiamata a fronteggiare la minaccia turca.

Questa situazione di sottomissione politica alla Spagna si protrasse almeno fino alla fine del Seicento, quando la crisi dinastica per la successione al trono di Madrid aprì la strada ad una nuova egemonia straniera, quella dell'Austria.

Fu davvero un secolo e mezzo di decadenza e sfruttamento, o ci fu dell'altro? Indubbiamente le forme del dominio spagnolo in Italia furono per molti versi opprimenti: il fiscalismo, da sempre eccessivo, si fece ancora più intollerabile nel Seicento, quando il peso dei costi delle campagne militari fu scaricato in gran parte sui possedimenti italiani. La Spagna veniva identificata come il braccio armato della Chiesa della Controriforma, pronta a negare ogni spazio di libertà. Dall'esasperazione popolare scaturirono la rivolta di Masaniello a Napoli nel 1647 e vari altri episodi di sollevazione popolare, sempre duramente repressi. Le condizioni di vita generali erano insoddisfacenti, le epidemie frequenti e la ricchezza concentrata nelle mani di un ceto baronale sempre forte e irrequieto.

La rivolta di Masaniello (Napoli, 1647)


Ma la dominazione spagnola non fu solo questo. Una prima revisione della “leggenda nera” del periodo fu tentata da Benedetto Croce, il quale accusò la storiografia nazionalista del periodo risorgimentale (da Vincenzo Cuoco a Francesco De Sanctis) di aver attribuito alla Spagna delle colpe politiche ed economiche eccessive, senza riconoscere le conseguenze positive del controllo iberico sulla penisola. Il dominio spagnolo garantì il consolidamento delle strutture dello Stato moderno in contrapposizione allo strapotere destabilizzante dei baroni, favorì una «vita politica nazionale» e assicurò all'Italia quasi un secolo di pace ininterrotta, mentre il resto d'Europa continuava a subire i danni di guerre e conflittualità dalle motivazioni religiose e politiche. A fronte di un gravoso prelievo fiscale, le popolazioni italiane potevano dunque beneficiare di una situazione di stabilità e di sicurezza invidiabile per l'Europa dell'epoca.

Una certa decadenza economica dell'Italia in effetti ci fu, ma non si trattò di una conseguenza diretta dell'egemonia spagnola. Fu un fenomeno più generale, collegato al declino del Mediterraneo come spazio commerciale a vantaggio delle rotte atlantiche inaugurate dalla scoperta e dalla colonizzazione del Nuovo Mondo. Gli interessi e la prosperità delle città mercantili italiane furono compromessi dallo spostamento a nord dell'asse dei traffici, che avrebbe arricchito le potenze emergenti dell'Inghilterra e dei Paesi Bassi e avrebbe finito col danneggiare anche la florida Venezia.

Accusare la Spagna imperiale di tutte le sventure dell'Italia dell'epoca è dunque un'esagerazione storiografica, che non tiene conto degli effetti anche positivi che quel dominio comportò. Con la formula dell'antispagnolismo si è data spesso una risposta comoda e convincente alle tante domande sui problemi endemici del Meridione e sulle ragioni del divario Nord-Sud, ma questa visione piatta e unidimensionale non permette di capire a fondo la realtà del dominio spagnolo.

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